Vaccini e obbligo (Parte III) – I complotti son desideri di felicità

Una premessa. L’ipotesi corruttiva, intesa come reato, è una delle probabili quando in gioco ballano soldi, potere, privilegi. Ma è decisamente la meno frequente. Mediamente, infatti, si tende sempre a cercare chi possa avere pagato chi, quanto e perché. Ben più raramente, invece, si cerca di comprendere come la seduzione nei confronti di un potere o del senso di protezione agisca tra le persone. A qualunque livello sociale. Eppure quest’ultima è di gran lunga il fenomeno più diffuso e basterebbe un minimo di capacità introspettiva per riconoscere come operi o abbia operato almeno una volta nella vita di ognuno di noi.

Nessuno paga nessuno, ma chi intende mantenere una posizione comoda, fare una certa carriera o anche solo sentirsi più sicuro, se non è completamente sciocco, sa come accondiscendere chi ha il potere, non solo economico, di garantirgliele. Altre volte, ci autoconvinciamo della rettitudine di certe scelte perché altrimenti dovremmo ammettere a noi stessi di aver speso energie e tempo o addirittura l’intera vita in opere dannose o amorali senza accorgercene. Perché se ne è presa coscienza tardi. Le due istanze, apparentemente contraddittorie, possono peraltro spingere assieme: seduzione ed evitamento. Ovviamente, ammettere dinamiche che accadono banalmente anche tra gruppi di amici è decisamente più difficile perciò preferiamo di buona lena e da bravi moralisti proiettare i nostri peccati su di un capro espiatorio per poi mondarcene: il mondo va avanti marcio per colpa dei cattivi corrotti, vergogna delle terre emerse. Questo è complotto e i complotti, come le accuse di complottismo, sono desideri di felicità. Infatti, chi conosce tali meccanismi psicologici può giungere a detenere una fetta di controllo sulle emozioni della popolazione non indifferente, ma è un altro discorso. Ancora, possono verificarsi o concorrere altre possibilità.

Altre volte, infatti, la pista del denaro può, pur sussistendo, risultare illusoria e nascondere interessi d’ordine politico tra i più fini. Faccio un esempio, questo: tre giorni fa muore un bambino per le complicanze di un’otite curata, parrebbe, attraverso la sola omeopatia. La notizia viene riportata da quasi tutti i media come se la causa della morte non fosse stato un probabile errore del medico omeopata, ma, in maniera a mio giudizio poco rispettosa, della famiglia credulona che s’era affidata ad una pratica stregonesca quale la temibile omeopatia, subito associata al diverso tema dei vaccini per poi esondare del tutto impropriamente nell’altrettanto diversa questione dell’obbligo vaccinale.

Notizia commentata a sua volta in questo modo dal Ministro Lorenzin, che alla domanda: “C’è un comune denominatore tra chi è contrario ai vaccini e chi si cura con l’omeopatia fino a rifiutare la medicina tradizionale sempre e comunque?” risponde: “Sta nell’estremismo della paura: per i vaccini la paura della profilassi, in questo caso drammatico la paura della cura. Nel rifiuto dell’oggettività della scienza, e di quanto provato dalla ricerca medica. Così prevale l’irrazionale. […] Dobbiamo interrogarci per capire da dove deriva tutto questo timore della scienza. È una questione culturale del nostro tempo. Va fatto un dibattito pubblico aperto a tutti i cittadini, vanno ingaggiati medici, pediatri, sociologi, psicologi in un’azione divulgativa”.

Ora, perché appiattire così banalmente il dibattito trasferendolo sul ridicolo piano vaccini sì-vaccini no, omeopatia sì-omeopatia no, in un conflitto progresso-arretratezza, moderno-tradizioni quasi che a ciò che è scientifico debba associarsi necessariamente una precisa parte politica, un solo modo di interpretare l’esistenza? Chi pone anche solo il dubbio è nemico del progresso. Questo è tutto meno che una maniera oggettiva, costruttiva ed indubbiamente scientifica di impostare un dibattito. È coscientemente voluto? È mosso da faciloneria, debolezza psicologica? La sintesi di entrambe? Le teorie possono sprecarsi. Quel che resta è un danno enorme alla possibilità di comprensione e consapevolezza e un ulteriore sciocco frazionamento interno al Paese.

Faccio appena accenno al fatto che l’OMS – che difficilmente potrà essere additato come ente della paura – ha, nel suo recente The WHO Traditional Medicine Strategy 2014-2023, indicato chiaramente la necessità di “supportare gli Stati membri nello sviluppo di politiche fattive e di piani di azione che rafforzino il ruolo delle medicine tradizionali e complementari nel garantire la salute della popolazione” conferendo piena legittimazione alle corrette pratiche di medicina complementare. Un intero paper sulle evidenze da pratica mediche come quella cinese, ayurvedica e Unani e quelle non convenzionali tra cui omeopatia, antroposofia, naturopatia, osteopatia e chiropratica, affermandone la rilevanza tanto da consigliarne l’integrazione nei sistemi sanitari nazionali di tutto il mondo.

Domanda: troveremo mai modo in Italia di affrontare grosse questioni con metodo, rigore, differenziazioni, distacco emotivo, in una parola, con scienza?

 

Il 22 aprile 2014 viene annunciato il raggiungimento di un importante accordo tra Glaxo Smith Kline, Novartis ed Eli Lilly & Co. In estrema sintesi, le tre multinazionali farmaceutiche hanno dato il via ad una progressiva e reciproca acquisizione di alcune specifiche attività al fine di spartirsi il mercato, per poi focalizzarsi ognuna su di un’area di maggior forza, rinunciando alla presenza in tutti i settori con diversificazione del prodotto. GSK diviene così leader mondiale nella produzione dei vaccini, Novartis nel campo dei farmaci oncologici ed Eli Lilly per i prodotti veterinari. Ecco perché parleremo di GSK.

Nel settembre dello stesso anno, al termine dell’importante summit GHSA (Global Health Security Agenda) alla Casa Bianca, l’Italia viene designata come paese guida – e ti pareva – per le strategie e le campagne vaccinali nel mondo nei prossimi cinque anni. In rappresentanza del nostro Paese, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, sospeso nel 2015 per conflitto d’interessi. Il fascino discreto di piacere a chi ti piace, di millantare la grandezza: una passione pienamente italiana. Non è un caso che proprio nell’aprile del 2016 GSK abbia avviato un enorme piano di investimenti nel nostro Paese, pari ad un miliardo di euro per quattro anni. Al “business strategico anti meningite, sarà riservato il 60% degli investimenti (600 mln), contro il 40% dedicato al pharma tradizionale”. Business. Che fichi.

Si capisce comunque chiaramente come dietro ad obiettivi dichiarati e cifre del genere si presenti un rischio di disequilibrio tra le esigenze di fatturazione e quelle del rispetto della salute pubblica, collettiva e individuale: per un’azienda ogni freno, anche minimo, è un costo, per una persona media a quel costo può corrispondere la propria vita. A meno di non voler credere che è del tutto possibile in un mercato libero fare il massimo del fatturato nel rispetto pieno di ogni diritto, con amore e devozione per il prossimo sempre presenti e costanti o che, al contrario, GSK in realtà produca in gran segreto piani per eliminare l’umanità e ingenuità di questo tenore. Tra i due estremi la politica rappresenta il mediatore. Chi si fa più convincente porta l’ago della bilancia dalla sua. E fin qui, stiamo dicendo l’ovvio. È complotto questo? O è molto semplicemente la realtà dei fatti? Il problema è interamente ancorato al livello di attenzione: più si è coscienti delle questioni sul tavolo meno si raggiungono livelli inaccettabili di squilibrio. Più s’intende far finta che l’elefante non sia nella stanza e più l’ago si sposta.

Ebbene, affrontato lo scomodo tema della seduzione e dell’evitamento, non possiamo non rilevare quello della vera e propria corruzione. Trattando i più recenti. Il 16 aprile 2014, ad esempio, “il Wall street journal scrive che è entrato in possesso di mail secondo cui lo staff dell’azienda [GSK] avrebbe corrotto i medici locali con viaggi e campioni di farmaci in omaggio che avrebbero potuto vendere direttamente ai pazienti. […] Appena due giorni prima un’inchiesta del programma Panorama della Bbc rivela che in Polonia il manager regionale della Glaxo Smith Kline e 11 dottori sono sotto indagine per un presunto giro di mazzette versato ai camici bianchi in cambio della prescrizione del farmaco antiasmatico Seretide […] La Gsk in effetti ammette di avere ripreso e punito un suo impiegato nel 2011. In un report pubblicato sul sito web della multinazionale si legge che solo nel 2013 sono state commesse dallo staff 161 violazioni delle politiche di marketing e vendita e 113 segnalazioni. Con il risultato che 48 persone sono state licenziate o hanno lasciato volontariamente il posto di lavoro. […] Il record è negli Stati Uniti: nel 2012 l’azienda paga tre miliardi di dollari di multe per aver corrotto i dottori in cambio della prescrizione di antidepressivi per indicazioni non autorizzate”.

In Cina la stessa GSK è stata multata qualche anno fa e costretta a sborsare 380 milioni di euro per aver pagato tangenti da milioni di dollari e favori sessuali a medici e funzionari pubblici cinesi in cambio della prescrizione dei propri prodotti. In merito alla questione – e molto utilmente – la stessa azienda ha fatto sapere tramite comunicato che tali attività illegali sono “in contrasto con i valori e gli standard dei dipendenti della Glaxo Smith Kline”. Pensa se lo fossero state.

Di particolare rilievo è poi questa, del 2014: “in aprile, il 6: una persona informata degli affari di Gsk in Medioriente rivela al Wall street journal che in Iraq l’azienda di nascosto arruola come suoi rappresentati di vendita 16 medici e farmacisti che lavorano nel Governo. A questi paga anche le trasferte per le conferenze internazionali. In più, dà delle tangenti sostanziose ad altri medici in cambio delle prescrizioni dei suoi prodotti. Come da copione, la Gsk vince un contratto con il ministero della Salute iracheno per la fornitura del vaccino Rotarix contro la gastroenterite e i funzionari del ministro con le loro famiglie se ne vanno in vacanza in Libano spesati dall’azienda.

E in Italia invece?

In Italia, in pochi lo sanno, abbiamo avuto un caso davvero sorprendente in pieni anni ‘90: la condanna, poi definitiva, dell’allora Ministro della Salute Francesco De Lorenzo per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire, in parte ottenute da industriali farmaceutici tra il 1989 e il 1992, durante il suo ministero. Tra i vari punti dell’accusa anche quello di aver intascato una mazzetta da 600 milioni di Lire da Glaxo in cambio dell’introduzione dell’obbligatorietà di legge alla somministrazione del vaccino Engerix B, per l’epatite B.

 

Conclusione

Siccome queste cose accadono, vanno affrontate senza moralismi e senza strapparsi i capelli. Il vero e unico nemico in questo caso è il voler evitare di guardare bene dentro e fuori di sé. Diceva Giovenale: Probitas laudatur et alget, l’onestà è lodata ma muore di freddo. È un pensiero ben più profondo di quello che appare.

FINE PARTE 3/4

Torna alla parte 2

Vai alla parte 4

di NICOLA BARONI

8 commenti

  1. Cristina Manfredi dice: Rispondi

    Non so se ricordo male, ma non credo. Secondo me, in alcuni vaccini, analizzati da professionisti, è stato rinvenuto materiale estraneo e dannoso per la salute. Non ho mai saputo se ci sia stato un seguito a questa denuncia. Ti dice qualcosa?

    1. Oggi, durante la Conferenza Stampa del CODACONS, un epidemiologo citava uno studio ufficiale dell’OMS che indica i livelli oltre i quali l’alluminio nel sangue risulta dannoso. Dati preoccupanti riportano le quantità di alluminio in moltissimi vaccini. Bisognerebbe approfondire. Un vaccino tuttavia andrebbe, anche sotto il profilo legale, trattato come un farmaco. Una valida battaglia sarebbe questa. Le aziende produttrici e chi lo mette in commercio sarebbero tenute a tutt’altre prassi ben più sicure. Appena ho il video della Conferenza comunque te lo faccio avere.
      N.

      1. In effetti non è tanto l’effetto dei principi attivi del vaccino a procurare timore, ma il contenuto di adiuvanti, che in alcuni vaccini è l’alluminio molecolare sottoforma di idrossido e fosfato.

        Se per l’alluminio non ci sono evidenze scientifiche (sia a favore sia contro) e pertanto andrebbe indagato maggiormente in considerazione del fatto che verrebbe inoculato a lattanti, maggiori evidenze si hanno per il Thimerosal, adiuvante a base di mercurio, che in questo studio ne viene consigliata l’eliminazione.

        http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0946672X16304400

  2. Ottimo e abbondante. Daje!

    1. Grazie Raffaele!
      N.

  3. Ho letto tutto l’articolo con molto interesse e ringrazio l’autore per questo. Mi trova d’accordo su tutta la linea.
    Lei Nicola Baroni è un medico, un ricercatore? Non ho trovato sue informazioni in rete.

    1. Buonasera, no sono laureato in Legge, Magistrale, poi specializzato. Ho fatto la tesi di laurea sulla responsabilità civile del medico, ma qui rileva poco. Premesso che il cd. D. l. Lorenzin è manchevole nel metodo e nello specifico: politicamente un azzardo, giuridicamente un abuso, nei contenuti pericolosamente deficitario, mi sono avvalso – oltre che di fonti rigorosamente riportate nel testo e consultabili, ancorché verificabili, da chiunque, professionista e non – del parere di due medici attualmente in attività. Questo per sottolineare il fatto che a mio modo di vedere tale Decreto può essere sottoposto a critica con una ricerca che è nelle possibilità di ogni cittadino, a prescindere dalle proprie competenze. Basterebbero l’osservazione dei fatti e il buonsenso. E il tempo di osservare i dati pubblici offerti dagli istituti preposti. E che pertanto ogni argomentazione che ponga, sul tema specifico, il requisito minimo dell’appartenenza alla categoria del giurista o sopratutto del medico, odori d’autoritarismo più che d’altro.
      N.

      1. Grazie, la penso esattamente come lei. Anche perché dal momento che questo decreto è rivolto nei confronti del comune cittadino, è giusto che l’argomento venga affrontato in termini e con linguaggio comprensibile ed intelligibile dal cittadino stesso.

Lascia un commento