Vaccini e obbligo (Parte II) – De-cretinum natura

Il cd. Decreto Lorenzin rappresenta, nella sua mancanza di metodo, politicamente un azzardo, giuridicamente un abuso, nei contenuti pericolosamente manchevole. Qualcosa che ha certamente più a che fare col campo della sperimentazione che della regola scientifica, col principio della rana bollita piuttosto che quello di prudenza. Proverò pertanto ad argomentare.

In estrema sintesi, oltre alle 4 vaccinazioni già obbligatorie nel nostro Paese (antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica, antiepatite virale B) viene esteso l’obbligo anche per altre 8 (l’anti-pertosse, l’anti- meningococco B, l’anti-meningococco C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella, il vaccino contro l’Aemophilus influenzae).

Secondo il nuovo calendario vaccinale, dal 3° mese all’anno di vita sono previsti: Difterite-tetano-pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo b ed epatite B (in genere sotto forma di esavalente), Pneumococco, Rotavirus, Meningococco B. Di questi, somministrabili assieme in un’unica seduta, sono stabiliti tre dosaggi da fare il 3°, 5° e 11° mese di vita. A parte invece il MEN B che vede 3 dosaggi separati + richiamo, in sedute differenti rispetto ai primi. Dai 13 ai 15 mesi, invece: Morbillo, parotite e rosolia (in forma trivalente, MPR), Varicella (somministrabile contemporaneamente all’MPR o in tetravalente, MPRV) e Meningococco C. Due dosaggi e MEN C in seduta separata. Sempre separato, il già citato richiamo del MEN B.

Al 6° anno scattano invece i richiami per Difterite-tetano-pertosse e antipolio, morbillo, parotite, rosolia e varicella. I dettagli li potete trovare qui. Ponete particolare attenzione ai vari tipi di vaccino indicati, presi singolarmente al momento della loro somministrazione in relazione a quella di tutti gli altri. Già solo da questo è possibile comprendere le forti criticità connesse alla previsione di un Piano vaccinale obbligatorio, uguale per tutti e che conti, a seconda dei casi, ben 25-28 somministrazioni entro il 15° mese di vita.

Vengono stanziati 413 milioni di euro per il triennio 2017-19, in linea con la Legge di bilancio 2017. Le sanzioni previste variano dall’impossibilità di frequentare le scuole da zero a sei anni per i non vaccinati, mentre per le scuole dell’obbligo pesanti sanzioni sono prescritte a carico dei genitori che non vaccinano, anche parzialmente: da 500 fino a 7500 euro ogni anno. E la segnalazione al Tribunale dei Minori per la sospensione della responsabilità genitoriale (il che di fatto può significare la vaccinazione coatta d’autorità). Il Decreto viene giustificato dalla straordinaria ed urgente necessità di far fronte all’epidemia di morbillo in atto.

Ora, il Decreto Lorenzin è un Decreto Legge. Nel nostro Paese il potere di fare le Leggi è conferito dalla Costituzione al Parlamento, quale organo eletto direttamente dal popolo e attraverso modalità che permettono un esame attento, con votazione precisa e doppia, passando per la voce di tutte le anime politiche del Paese lì rappresentate. Infatti, il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare atti che abbiano valore di legge ordinaria.

Tuttavia, possono verificarsi “casi straordinari di necessità e d’urgenza” per i quali si renda necessario l’intervento di provvedimenti con forza di legge che, se dovessero seguire il normale iter di approvazione, impiegherebbero troppo tempo generando così un danno al Paese. Pertanto proprio la Costituzione all’art. 77 permette che il Governo, “sotto la sua responsabilità”, possa adottare tali provvedimenti presentandoli il giorno stesso alle Camere per la conversione, le quali hanno 60 giorni dalla pubblicazione per farlo, pena la perdita d’efficacia sin dall’inizio.

Essendo la valutazione della straordinaria necessità e urgenza rimessa a considerazione di natura prettamente politica, nel tempo si sono verificati abusi nell’utilizzo di tale strumento, più o meno controllati dalla Corte Costituzionale: quando la maggioranza di Governo non voleva passare attraverso l’inevitabile mediazione che deriva dal coinvolgimento di tutte le parti politiche rappresentate e da un iter sì più garantista, ma proprio per questo ben più lungo e soggetto ai giochi delle parti, denunciava l’esistenza di fatti straordinari – molto spesso per nulla urgenti – per poi produrre atti con valore di legge. Non stiamo qui a fare la storia dell’abuso del Decreto Legge. Ci basti sapere che è stato fatto, viene fatto e da tutte le forze politiche. È uno strumento comodo, dunque si presta.

Ma c’è questa epidemia? Risposta: NO. Punto. Non esiste nessuna epidemia di morbillo in Italia, nessuna grave emergenza cui dover far fronte, nessun motivo concreto che giustifichi l’utilizzo eccezionale del Decreto Legge piuttosto che l’iter normale di approvazione di una Legge. Che sia del tutto improprio parlare di epidemia, come anche di picchi massimi nel Paese, lo ha affermato pure il prof. Roberto Burioni, medico e professore di Microbiologia e virologia presso il San Raffaele di Milano, da sempre in prima linea a sostegno della necessità delle vaccinazioni. Persino il Pimo Ministro Gentiloni lo ha sostenuto solamente qualche giorno fa. Ma la meticolosità in questi casi è importante. E allora, è mai possibile che non esista una fonte attendibile, di facile consultazione a livello nazionale per verificare le varie dichiarazioni rese, medici compresi? Certo che esiste. È l’Epicentro (ISS), Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità. Nello specifico del Morbillo (e Rosolia) viene addirittura pubblicato un bollettino mensile e settimanale di aggiornamento dedicato: Morbillo e Rosolia News. Ecco due dati. Indiscutibili.

Il primo:

Questo è il bollettino settimanale aggiornato al 23 maggio 2017. Segnala un notevole aumento medio di casi di morbillo rispetto ai due anni precedenti, un picco di 863 casi a marzo con una discesa però progressiva fino ai 246 di maggio, mese nel quale veniva deliberato il D.L. dal Consiglio dei Ministri (per intero, non la sola Lorenzin).

Il secondo:

Questo invece è un grafico prodotto dall’Epicentro (ISS). Molto utile perché rileva: il numero dei casi di morbillo dal 1970 al 2016, affiancandone anche i dati relativi alla copertura vaccinale a partire dal periodo di prime somministrazioni. Addirittura, dal 2004 in poi, per ogni anno viene indicato il numero dei casi totali riscontrati. Come possiamo notare picchi ben maggiori si sono avuti nel 2008, tra il 2010 e il 2011, come anche nel 2002 e 2003. In nessuno di questi casi decisamente più seri s’è attivato alcunché in termini di decretazione d’urgenza per l’obbligo vaccinale, ma solo le normali procedure sanitarie di contenimento e monitoraggio di una situazione del tutto gestibile dal Sistema Sanitario Nazionale.

Peraltro appare fondamentale ricordare come in Romania, tra la fine di settembre dello scorso anno e metà febbraio 2017 si siano registrati oltre tremila casi di morbillo. L’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) ha richiamato l’attenzione sul fatto che un ristretto numero di casi nel resto d’Europa potrebbero aver contratto l’infezione proprio in Romania, Paese dove risulta pertinente parlare di epidemia.

Infine, ma decisivo, sappiamo che i lavori AIFA sulla vaccinovigilanza in tema di raccolta dati sulle reazioni avverse sono aggiornati al 2013. Come indicato a pagina 7 del Rapporto su ruoli ed obiettivi AIFA infatti “la pubblicazione del rapporto per i dati del 2016 è prevista entro la fine del 2017”. Considerato che il problema delle reazioni avverse da vaccino, sotto il profilo medico-scientifico, risulta di rilevanza decisiva, non si comprende perché non si sia voluto prima di tutto sollecitare il lavoro del relativo Gruppo ad hoc interno all’organismo e in grado di operare in collegamento con “Eudravigilance, (che raccoglie le segnalazioni di sospette reazioni avverse a farmaci autorizzati nello Spazio Economico Europeo) dal 2006 ed a Vigibase, il database dell’OMS per il Monitoraggio Internazionale dei Farmaci di Uppsala creato nel 1978, che raccoglie le segnalazioni che provengono attualmente da 125 paesi di tutto il mondo” e, solo con dati aggiornati alla mano, produrre poi un disegno di legge che ne tenesse conto. Specie se s’intendeva prevedere l’obbligo di 25-28 somministrazioni entro l’anno e tre mesi di vita di un bambino, in mancanza di una piena consapevolezza in ambito medico-scientifico circa le possibili interazioni di queste con il complesso dell’organismo umano, di una completa e trasparente comunicazione e di un contesto di fiducia tra istituzioni e cittadinanza. Della serie: se proprio ci tieni a farlo almeno fallo in aggiornamento coi progressi scientifici. Ma che ne sa il povero cittadino ignorante e senza laurea in medicina. Già, che ne sa.

Al momento in cui si scrive, tuttavia, tale Decreto Legge non è stato ancora pubblicato in G.U. né depositato al vaglio di costituzionalità al Quirinale. Di conseguenza, rappresenta soltanto una minaccia poiché non si può ritenere giuridicamente in vigore. Oltretutto, dovrebbe produrre i propri effetti di fatto a partire da settembre 2017, periodo di iscrizioni e inizio dell’anno scolastico. Infine, necessiterebbe della conversione da parte del Parlamento, come abbiamo visto in precedenza.

L’ipotesi più probabile dunque è quella di un Decreto estremo, in attesa di reazioni da parte dell’opinione pubblica, che spinga intanto molti genitori ad effettuare la vaccinazione sui propri figli per paura delle pesanti e oggettivamente anomale sanzioni ivi previste. Con buona probabilità, e sulla scia delle numerosissime proteste che si sono levate in tutta Italia, detto Decreto è destinato a decadere negli effetti o al più venire poi convertito in Legge, ma a contenuto fortemente rimaneggiato e – ci auguriamo – più obiettivo e rispettoso delle considerazioni scientifiche e prudenziali sul tema.

 

DUE QUESTIONI:

  1. a) È possibile che la Corte Costituzionale arrivi ad esprimersi sulla mancanza dei requisiti di “straordinaria urgenza e necessità” del Decreto Lorenzin?

Il sindacato in questione è di natura prettamente politica; tuttavia è costume in Italia la sua ricaduta giurisdizionale e dunque una conseguente valutazione dell’atto, anche solo sotto il profilo formale. È accaduto ad esempio di recente con la sentenza n° 171 del 2007 con la quale la Corte aveva dichiarato incostituzionale un comma di un decreto in materia di enti locali proprio per mancanza dei requisiti di necessità e urgenza.

  1. b) L’obbligo di vaccinazione è compatibile con il diritto alla salute così come indicato all’art. 32 Cost.?

La Corte Costituzionale si è già espressa in passato sul punto con la sentenza n° 258 del 1994 dichiarando quanto segue:

“ […] la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 Cost.:

  1. a) “se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacchè è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale (cfr.sent. 1990 n. 307);
  2. b) se vi sia “la previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili” (ivi);
  3. c) se nell’ipotesi di danno ulteriore alla salute del soggetto sottoposto al trattamento obbligatorio – ivi compresa la malattia contratta per contagio causato da vaccinazione profilattica – sia prevista comunque la corresponsione di una “equa indennità” in favore del danneggiato (cfr.sent. 307 cit. e v. ora l. 210/1992). E ciò a prescindere dalla parallela tutela risarcitoria, la quale “trova applicazione tutte le volte che le concrete forme di attuazione della legge impositiva del trattamento o di esecuzione materiale di esso non siano accompagnate dalle cautele o condotte secondo le modalità che lo stato delle conoscenze scientifiche e l’arte prescrivono in relazione alla sua natura” (sulla base dei titoli soggettivi di imputazione e con gli effetti risarcitori pieni previsti dall’art. 2043 c.c.: sent. n. 307/1990 cit. […]”

 

CONCLUSIONI

– Rispetto all’anno precedente vi è stato un importante aumento complessivo dei casi di morbillo in Italia, con punte di picco a marzo e aprile e con calo tuttavia del 71,5%, a maggio, rispetto a due mesi prima. Variazioni così notevoli sono del tutto normali: basta vedere gli andamenti storici forniti in grafico.

– È del tutto improprio – dati i livelli non preoccupanti –  parlare sia di epidemia che di picchi massimi raggiunti in Italia. Anche qui, basterebbe osservare la serie storica.

Non esiste alcuna obiettiva giustificazione all’utilizzo della decretazione d’urgenza ex art. 77 Cost. piuttosto che il pluralistico iter di approvazione delle leggi in Parlamento, unico peraltro in grado di offrire astrattamente un coinvolgimento serio e democratico dell’opinione pubblica nel dibattito, perlomeno nelle sue rappresentanze.

– Decidendo per l’obbligo il Governo Gentiloni si rende autore di una scelta divisiva all’interno del Paese, esasperando il clima di sfiducia nelle istituzioni e spingendo le posizioni estremistiche verso un maggiore e grave trinceramento, alimentando un clima di guerra tra opposte fazioni entrambe ignoranti: chi critica la scienza e il potere in quanto tali e chi, credendo di difendere valori di scientificità e rigore metodologico, in realtà difende scelte imprudenti, intolleranti e puramente emotive, laddove non peggiori.

– Deliberare un provvedimento provvisorio avente valore di legge ordinaria, in mancanza di dati AIFA aggiornati sulla vaccinovigilanza e fermi a quattro anni fa è a dir poco una leggerezza, dettata da un grave e riprovevole pressapochismo di fondo.

– Il Decreto Lorenzin si presta all’incostituzionalità sotto due profili: mancanza dei requisiti di necessità e urgenza, in prima battuta. In seconda: imposizione dell’obbligo di un corposo numero di vaccinazioni del tutto avulsa da una valutazione anche minima, oltre che aggiornata, delle possibili reazioni avverse, considerate per singoli vaccini e per la loro somministrazione in massa per un periodo temporale minimo, e dunque per nulla idonea a garantire la mancata incidenza in negativo sulla salute dei cittadini aldilà di quelle conseguenze da trattamento sanitario normalmente tollerabili.

– La previsione dell’obbligo configura altresì un vincolo per lo Stato: quello del rimborso per il danno da vaccinazione. La previsione di un Piano come quello appena analizzato, manchevole d’ogni minima precauzione, in assenza di un caso analogo osservato con cura scientificamente, pone il serio rischio di realizzare un’aumento vertiginoso di ricorsi a finalità indennizzatoria dalla portata difficilmente prevedibile in termini di spesa pubblica.

– Resta dunque da capire il perché di questa fretta e pressapochismo. Le ipotesi possono essere soltanto due: errore o interesse. Il primo non necessita di particolari spiegazioni, al più si potrebbe evitare di rivotare chi, a suo tempo, ha indicato al Presidente della Repubblica quei nomi per le cariche che attualmente ricoprono. Il secondo sì, poiché di interessi dietro farmaci e vaccini ce ne sono e di importanti, com’è ovvio che sia e com’è facile che accada all’interno di un sistema democratico pluriclasse come le moderne democrazie costituzionali nelle quali, fenomeni corruttivi o di semplice seduzione, fino ad un certo livello, sono fisiologici. Ma vanno argomentati e documentati.

FINE PARTE 2/4

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di NICOLA BARONI

6 commenti

  1. roberto buffagni dice: Rispondi

    Molto argomentato e serio. Qui, se ti interessa, c’è un post di Barbara Tampieri sul tema con megadibattito nel quale intervengo a lungo anche io.

    https://ilblogdilameduck.blogspot.it/2017/05/de-lorenzin.html

    1. Grazie Roberto, come sempre. Ho letto i commenti. Se ci fai caso, prima i tuoi dubbi – che erano anche i miei – e poi i ragionamenti, trovano corrispondenza con le mie analisi (perché analisi sono e credo di aver dimostrato un certo rigore metodologico nel porle). Sarà ancora più evidente quando pubblicherò le altre due parti (una dedicata agli interessi in gioco e una al vaccino per il morbillo nello specifico). Molto interessante quando citi il caso del dr. Semmelweiss. Se l’avessi conosciuto l’avrei messo indubbiamente in Parte I. Anzi, col tuo permesso ne farei un addendum. Sulla questione della volontà politica, da parte dei powers that be, di mostrarsi scientifici, moderni, progressisti e ragionevoli mi trovi d’accordo. Nel senso che quand’anche non fosse voluta consciamente, così si presenta nei fatti. Sono d’accordo pure sul fatto che anche fosse voluto comunque sarebbe indimostrabile, per i motivi che indichi. Ad ogni modo, non riterrei quella dimostrazione necessaria, considerando sufficiente un’intelligenza minima: chiunque se interrogato e onesto ammetterebbe che per apparire ed ottenere consenso oggi è fondamentale utilizzare un certo tipo di linguaggio, un certo contenuto, un certo modo di comportarsi e dichiarare passioni e frequentazioni del tutto allineate a quei valori. Personalmente, propendo per l’ipotesi dell’origine inconscia, capace di diffondersi nel tempo tra i membri di un gruppo come regola di riconoscimento reciproco e dunque poi riportata nella realtà sensibile tramite l’azione concreta dei singoli. Successivamente tale realtà viene sfruttata dai più desiderosi per ottenere privilegi come anche per razionalizzare le inevitabili nefandezze che devono compiere al fine di mantenerli (perché chiunque a se stesso e agli altri vuole apparire buono), in una sorta però di piramide del desiderio, dove chi sta alla base in fin dei conti anela alle stesse conquiste materiali di chi sta al vertice. È evidente poi come tale realtà sia a sua volta in grado di generare conseguenze inconsce ulteriori in un ciclo dalle nuove ricadute reali imprevedibili. Alla base del problema ci sta l’oggetto del desiderio, che per l’uomo moderno è il solo possesso materiale, la quantità. Se ciò che ti dà identità è solo possedere di più tutto diventa lecito ed ogni limite un ostacolo, perché tutto ciò che non posso toccare, gustare, ascoltare ed annusare non esiste e dunque piano piano va disintegrato. Vedo molte coscienze ottenebrate e ben poca razionalità. E vedo vittime inconsapevoli. Basta osservare gli effetti di questa ferinità: alla fine perdiamo tutto, affetti, rispetto, amore, legami per una coscia di pollo in più nel ciotola. La differenza di ceto, di condizione è sì reale, ma illusoria in questo senso: perché quella mentalità che definirei materialistica è di tutti: tutti ci stiamo abbassando ad un livello animale. Ovviamente la maschera perfetta non può che essere quella di un progressista, anche se probabilmente quasi mai è voluta in piena coscienza. Ma il primo che il progressista inganna è se stesso. Se mi lasci passare il concetto, parrebbe quasi che viviamo in un’epoca dove si vorrebbe anche essere qualcosa di più sotto il profilo umano e spirituale – perché l’uomo ha anche questa spinta interiore – ma si ritiene sufficiente il desiderio e la sua narrazione, senza l’impegno pratico quotidiano. Viviamo l’epoca che più pretende di apparire razionale, ma che invece mostra più di tutte il proprio carattere allucinato e irrealistico. Irrealistico perché diciamo che vogliamo la pace e il progresso, ma seminiamo guerra e dogmi. Mi sa che non finisce bene.

  2. Marcello De Martino dice: Rispondi

    Notevole post, come sempre

    1. Grazie Marcello, come sempre. In attesa di tuoi nuovi posts.
      N.

  3. Boh.
    Non riesco a credere che un individuo che, per quanto poco competente, per essere arrivato ad diventare ministro deve possere un minimo di scaltrezza politica, possa essere così ingenuo da pensare di non generare un dibattito avverso e ben più ragionevole, per di più a meno (speriamo) di un anno dalle elezioni, in assenza di una oggettiva necessità o emergenza, con esempi passati di corruzione proprio sui vaccini?

    Voglio dire, mi sembra tutto così politicamente assurdo e controproducente che mi viene il dubbio che non sia in realtà tutto voluto.

    Ma a che pro?

    Per permettere ad un’altra forza politica (apparentemente avversa) di assicurarsi la vittoria?
    Per fare una sorta di esperimento sociale per capire il livello di manipolabilità e tarare meglio il tiro in vista di una super cazzola peggiore?
    Per distogliere l’attenzione pubblica da qualche altra questione più importante?

    Oppure ho visto troppe serie TV, e sono solo degli incapaci. Chissà.

    1. Personalmente ritengo che siano possibili volontà e incoscienza anche combinati assieme a seconda dei casi. La sintesi di tutte queste concause costituisce la realtà. Faccio tuttavia notare due cose. Primo, molto spesso non possiamo provare nulla, salvo rari casi. Dunque è una fatica inutile. Secondo, non è troppo importante sapere cosa muove cosa, ma comprendere che questi sono gli effetti, come agisce la seduzione, la paura ad esempio in ognuno di noi ecc. La coscienza è un fatto personale. Bisogna cercare di migliorarsi e diffondere il proprio esempio con serenità. Di più davvero è impossibile. Ci vuole coraggio, ma secondo me è possibile che in molti escano dal torpore in questo modo: partendo ognuno dal proprio miglioramento. Pensare di poter costringere gli altri o passare la vita a convincere tutti è folle. E porta alla guerra di tutti contro tutti.

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