Vaccini e obbligo (Parte I) – La doverosa premessa

Si informa la gentile utenza che è possibile essere in via generale ben disposti nei confronti dei vaccini e al contempo esserlo per una loro somministrazione libera, attenta, prudente e il più possibile personalizzata, applicata in coerenza coi rapporti di vaccinovigilanza e in un contesto di fiducia tra cittadini e istituzioni, in tentato equilibrio tra interessi di mercato e di salute collettiva. Il cd. Decreto Lorenzin è un esempio di mancanza di tali presupposti. Ma quel che è davvero scoraggiante è che si debba pure mettere in chiaro della necessità della loro applicazione. Indica il preoccupante livello di semplificazione cui siamo giunti.

E così ci ritroviamo nel mezzo di un ridicolo ed ignorante caos fazioso tra pro-vaccini e anti-vaccini. Nel mezzo di una spaccatura insanabile del Paese, quando – a ben vedere – il problema è, prima e ben oltre che medico, di rispetto dei principi di prudenza e dello Stato di diritto, oramai vuota formula, ma fondamentale per la coesione d’una comunità. Pertanto, anche a livello d’intelligenza della scelta politica, tale Decreto non risulta particolarmente brillante, come non risultano certo brillanti tutte quelle esagerate statuizioni di radiazione dall’Albo dell’Ordine dei medici viste di recente. Reazioni isteriche che non aiutano, anzi.

Per carità, le capacità sono diverse, come pure pazienza e tempo per controllare dati e statistiche. In ogni caso è del tutto ridicolo essere tout court a favore o contro i vaccini, perché per ogni singola tipologia di vaccino in relazione allo specifico contesto geografico, sociale ed economico di somministrazione vi sono una molteplicità di considerazioni da fare, che non tutti i medici conoscono e neppure tutti i giuristi o altre categorie coinvolgibili. A maggior ragione se non specialisti del settore. A meno di non voler pretendere che qualsiasi professionista a prescindere dalla specifica abilità e mansione debba essere tenuto a conoscere ad esempio le serie statistiche ISTAT della mortalità infantile italiana per morbillo dal 1895 ad oggi in rapporto con la copertura vaccinale, i dati AIFA sulla vaccino e farmacovigilanza più aggiornati e divisi per segnalazioni avverse gravi e non, i dati forniti da Epicentro (ISS) sulle complicanze da malattia, con aggiornamento ad ogni singolo bollettino settimanale e in rapporto con quelli ECDC a livello europeo, stando tuttavia attenti a non fare confusione tra dati a livello nazionale e mondiale, tra un periodo storico e l’altro ecc. ecc. Chiaramente, non è pretendibile. Eppure sarebbe seguire il metodo scientifico nella maniera più propria.

Tutto questo viene per dire che proprio in questo dibattito di scientifico non v’è quasi nulla, da entrambe le parti, e che occorre avere equilibrio se non si vuole finire in una guerra di tutti contro tutti. In troppi parlano senza aver voglia di analizzare con obiettività i dati. Il problema è tutto lì ed è piuttosto spaventoso. L’esigenza di dire la propria, di placare la propria ansia, sovrasta di gran lunga il buonsenso. E così ci ritroviamo tra coloro che sostengono che è tutta una truffa organizzata dai poteri forti, che sono tutti corrotti ecc. e coloro che accusano questi di complottismo, ammantando i loro discorsi d’una scientificità purtroppo per essi solamente pretesa.

Un’ultima nota di colore: la scienza non è un signore titolato con la barba e gli occhiali cui chiedere una Verità assoluta a bisogno. Non è nemmeno un’autorità con logo e sede legale. Questo infantile modo di concepire la realtà corrisponde a scientismo, che infatti rappresenta un’allucinazione. In molti ci cascano, laureati e non, perché permette di non doversi applicare ogni volta con metodo. Quale? Quello scientifico. La scienza è infatti semplicemente un metodo. Un metodo che origina sempre da fatti e che, raggiunto un certo livello di evidenza, ne fa derivare una legge, un punto fermo da utilizzare come base per ulteriori ragionamenti. Questo fino a che nuovi fatti, cambiandone le carte in tavole, non costringano al suo superamento.

Di conseguenza, essendo la realtà mutevole e le scoperte in progresso, di certezze assolute ve ne sono gran poche: un tempo rivestivamo i treni in amianto poi abbiamo capito che era dannoso, un tempo si usavano le sanguisughe ora si hanno mezzi decisamente più efficaci. Fra duecento anni chissà che cosa avremo scoperto. Il metodo è dunque, in quanto tale, aperto al cambiamento, e in questo senso rappresenta una certezza in termini perlomeno di garanzia d’un risultato, il massimo cui possiamo aspirare. Basta vedere gli enormi risultati raggiunti negli ultimi due secoli di storia per capire che funziona. Ma la scienza intesa come personificazione di una Verità assoluta non è reale, è pura illusione: porta alla chiusura e al NON progresso. Se anche Copernico avesse pensato alla scienza come Verità rivelata e non come ad un metodo oggigiorno ancora penseremo che è il Sole a girare attorno alla Terra. Quindi è un metodo che dobbiamo seguire non un’autorità. A questa doverosa premessa, pertanto, seguiranno ragionamenti basati unicamente su fatti e dati.

FINE PARTE 1/4

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di NICOLA BARONI

 

5 commenti

  1. Giusto una puntualizzazione.
    Anche se efficace, il paragone con il moto della terra non è corretto.
    Da un punto di vista puramente fisico non si può dire che sia la Terra a girare attorno al Sole o viceversa, poichè tali espressioni dipendono dal sistema di riferimento che si sceglie (in fisica, per descrivere un moto, è sempre necessario scegliere un sistema di riferimento: assi e origine) e tale scelta è puramente arbitraria, addirittura le leggi della fisica cambiano in funzione del sistema di riferimento che si sceglie e infatti esistno regole per passare da un sistema di riferimento ad un altro. Questo è talmente importante che è alla base di una delle teorie fisiche più note ma meno conosciute: la teoria della Relatività.
    Tutto questo a riprova del fatto che la scienza non pretende di essere la Verità, ma una sua descrizione che, ci si augura, tenda a diventare sempre più accurata.

    Tornando la moto dei pianeti, comunemente si ritiene che sia la Terra che gira attorno al Sole poichè, scegliendo come sistema di riferimento il centro del Sole, matematicamente si ottiene la descrizione più semplice e elegante. Inoltre rappresenta un caso emblematico del rapporto (apparentemente) contrapposto tra fede e scienza.
    Ma, come dicevo sopra, non è la realtà o la verità, ma solo un modo per descriverla e come ogni descrizione è sempre una sua approssimazione.

    1. Grazie per la puntualizzazione, The Max. Ho preso, tra i tanti possibili, un esempio noto di ciò che viene considerato comunemente progresso a seguito d’un corretto uso del metodo scientifico. Lo scopo, come giustamente intuiva lei, era proprio quello di far comprendere la fallacia in cui incorre sempre il cd. scientista, il quale considera la statistica e il calcolo La realtà e non, al più, una sua approssimazione cui poi dovrà necessariamente innestarsi una valutazione che col calcolo e il metodo scientifico nulla hanno a che fare. Le nostre considerazioni sono piuttosto chiare a chi si occupa seriamente di scienza o a chi, pur non occupandosene, è disposto a farci caso. Molto spesso, infatti, vediamo usare la scienza intesa in quel suo senso distorto, proprio per mascherare in realtà una mancanza totale di conoscenza della questione e un bisogno disperato di avere certezze assolute nella vita. Anche tra scienziati per titolo, questo bisogno, è molto diffuso e spesso inconsapevole. Per chi ha letto alcuni degli scritti filosofici, questo era ben chiaro pure ad A. Einstein, che opportunamente cita.
      N.

      1. Avevo ovviamente capito l’uso dell’esempio.
        La mia puntualizzazione era proprio finalizzata a sottolineare ulteriormente quanto espresso nell’articolo. Una nozione così, generalmente considerata come ‘vera’ in assoluto (probabilmente proprio perchè esempio di progresso scientifico), nasconde in realta delle ipotesi iniziali o convenzioni implicite che ne limitano inevitabilmente il campo di validità e questo vale per ogni teoria scientifica. Spesso però si dimenticano o omettono tali ipotesi arrivando a fare di un caso particolare e approssimato una regola generale.
        PS. scusi la pedanteria, è un tema che mi interessa molto.

  2. roberto buffagni dice: Rispondi

    Bravo Nicola!

    1. Grazie Roberto, troppo gentile.
      N.

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