Il mito di Europa, anzi no

Europa era figlia di Agenore. “Si va bene, io invece sono figlio di Mario” direte. Eh no! Perché essere figli di Agenore mica era una cosa così normale, significava infatti essere figli del re di Tiro, una città fenicia e che adesso è libanese. Ora, se scorriamo l’intera mitologia classica troviamo che Zeus s’innamorava praticamente ogni volta che vedeva una donna. Il caso volle che, dopo averla scorta raccogliere fiori nei pressi di una spiaggia, s’invaghisse pure di Europa. O almeno così indica il mito. Dai non ridete. No, perché si dà anche il caso che Zeus amasse sedurre queste donne solo per mezzo di camuffamenti e trasformazioni delle più varie. Infatti stabilì per l’appunto di prendere le sembianze di un toro bianco e dopo essersi steso ai piedi della fanciulla, la fece salire in groppa per poi rapirla e condurla, attraverso il mare, all’isola di Creta. Lì, rivelata la propria identità, tentò di usarle violenza, ma Europa resistette. Zeus allora si tramutò in aquila e nei pressi di un boschetto di salici riuscì finalmente nel proprio intento. Insomma, il mito è caratterizzato da un ratto, non il topo, e da una violenza sessuale tentata e poi consumata. Però siccome era Zeus, non è che ci fosse poi molto da fare. Fortunatamente, se v’è stato un tempo – nemmeno troppo lontano – in cui le principali cariche politiche godevano di privilegi molto simili a quelli di cui godeva Zeus, al momento questa cosa risulterebbe quantomeno disdicevole ai più. Sono progressi. Si può fare molto meglio, ma si può anche scivolare in peggio: la Storia non è una scala mobile: se mi addormento casco giù. Ricordarcelo è una delle funzioni del Mito. Che non ha nulla a che vedere con un’altra e diversa tipologia di miti: quelli che, nell’attuale società dello spettacolo, legano un pregiudizio ad un argomento qualificandolo, realizzando così una vera e propria leggenda. Proviamo a sfatarne alcuni, magari proprio quelli su Europa.

Ecco il primo, ad esempio:

La designazione indiretta dei senatori è dominante negli Stati federali e in quelli regionali.

Diamo infatti un’occhiata agli Stati federali nei quali è prevista l’elezione popolare – ovverosia diretta – del Senato:

– Stati Uniti

– Messico

– Brasile

– Australia

– Argentina

– Svizzera

 Per gli Stati regionali invece la situazione è ben diversa. Solo l’Italia – arretrata e provinciale – designa ancora i propri senatori direttamente. Giusto? No, sbagliato. Soltanto la Spagna, infatti, (che poi sarebbe quel posto dove se si approccia un Catalano con un “Viva Espana!” come minimo ci scaglia contro un toro) ha un sistema che ricorda vagamente quello disegnato dalla Riforma: i Parlamenti delle Comunità autonome designano 1/5 del Senato, mentre i restanti 4/5 (quattro quinti! Ci siamo?) sono eletti dal popolo.

In pochissimi Stati dell’Unione Europea è prevista l’elezione popolare della seconda Camera.

 Allora, qua bisogna che ci capiamo. Premessa: fare paragoni semplici del tipo “Bisogna fare come in X per essere al passo con XXX” oppure “Solo qui da noi la situazione è pinco pallino, che schifo, guarda che moderni in X, che passo con XXX” è la dinamica tipica del cialtrone, il suo sport preferito, anzi nazionale – perché i cialtroni costituiscono una nazione, ma senza territorio: parlano mille lingue e albergano un po’ ovunque. Ogni realtà particolare ha infatti le proprie caratteristiche storiche, culturali, linguistiche ecc. e le differenze sono tali da rendere del tutto ridicolo anche solo pensare che esista una via unica e valida per tutti, un abito che può indossare chiunque: un panzone che infila la tutina di Capitan America la straccia. Comprendete benissimo allora che il gioco dei paragoni spicci ha finalità unicamente propagandistiche, se non altro perché, pure dialetticamente, una differenza da lamentare o un’analogia di cui farsi vanto, in giro per il mondo, la si trova sempre. Il discorso è, chiaramente e sempre, più complesso. Infatti, se si va a fondo della questione, si scopre che dei 28 Stati UE, 15 hanno un sistema monocamerale, 13 bicamerale. Per tentare dunque una comparazione sensata dovremmo innanzitutto considerare i secondi. Facciamo solo notare che nessuno di questi 13 – dei quali 10 hanno un sistema proporzionale, mentre 2 (UK e Francia) maggioritario – adotta un sistema elettorale tale da assicurare al partito vincitore la maggioranza assoluta. Sempre di questi 13, 5 prevedono l’elezione diretta pure del Senato, 8 no e sono:

– Regno Unito

– Germania

– Irlanda

– Francia

– Paesi Bassi

– Belgio

– Slovenia

– Austria

 Ora, di questi 8 soltanto il Belgio prevede che le Assemblee rappresentative delle Comunità linguistiche eleggano tra i propri membri quelli della seconda Camera anche se non nella loro totalità. Degli altri 7 invece, l’Irlanda ha nei propri senatori i rappresentanti di differenti interessi culturali o professionali, come in Slovenia per il 40% di essi. Ancora, in Austria e nei Paesi Bassi qualsiasi cittadino può essere eletto senatore, come pure in Francia ove peraltro ad eleggere la seconda Camera, che partecipa senza vincolo di mandato al processo legislativo e di revisione costituzionale, è un ampio collegio costituito da 150.000 “grandi elettori”, a differenza dei nostri 1.000 previsti dalla Riforma. In Germania invece i membri del Bundesrat, la seconda Camera rappresentativa dei territori, sono organizzati secondo un modello “ambasciatoriale” non senatoriale, sono nominati dagli esecutivi (non eletti dai legislativi) e operano con vincolo di mandato (ciò vuol dire che rappresentando i Governi dei Länder i vari delegati parlano unanimemente a nome degli Stati federali che li mandano e non singolarmente come voce dei partiti di cui fanno parte. Peraltro QUI trovate un interessante intervento che dimostra come le virtù siano al più dei singoli, certamente non dei popoli. Pure in Germania). Nel Regno Unito, infine, la Camera dei Lord non rappresenta le istituzioni territoriali oltre ad essere in parte a carica ereditaria, in parte di nomina vescovile e in parte di nomina regia su indicazione del Premier. Ecco, la Camera dei Lord: da noi sarebbe uno scandalo, considerata anche la Storia degli italiani che non è quella inglese, infatti è quella degli italiani. Quindi occhio, perché come ci ricorda il mito di Europa, una certa propensione a farci rapire e violare, in questo caso, delle nostre intelligenze, ce l’abbiamo – come dire – un po’ nelle linee della mano. Ma noi non crediamo ai chiromanti, specie se a pagamento.

di NICOLA BARONI

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